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A MEETING OF TRIBES

Gli A Meeting of Tribes nascono nel 1982.

Della formazione iniziale fanno parte Jan Smed (lead guitar), Phoebus Lidlquist (guitars), Morten Trost (drums & percussions), Kristian Gemt (bass guitar) e Svend Krage (keyboards) - tutti, in allora, giovanissimi.

Appassionati di progressive rock, guardano più oltremanica che al panorama italiano, in termini di idee e modelli.

Anche se nella loro musica si intuiscono, talvolta, influenze di gruppi affermati (Genesis, Gentle Giant, Emerson Lake & Palmer, Caravan, Matching Mole, Virus), i nostri cinque baldi giovanotti hanno le idee molto chiare, fin da subito: non hanno alcuna intenzione di scimmiottare le gesta degli idoli del progressive anglosassone ma, con caparbietà, si dedicano alla ricerca di un proprio personalissimo stile.

Il risultato, nel 1983, è il loro primo album, In The Beginning, registrato a The White House Studio.

Gran parte dei brani, tutti strumentali, sono ispirati a racconti e romanzi di Edgar Allan Poe.

La maturità del gruppo è notevole, soprattutto se relazionata alla giovanissima età dei musicisti (solo Trost supera i diciotto anni).

Alcuni brani - tra questi soprattutto "King Pest", una vera e propria mini suite di alto livello - raffigurano una band già nel pieno della maturità dopo un solo anno di affiatamento.

Dopo alcune buone esibizioni nel proprio ambito territoriale e qualche partecipazione a festival indipendenti di buon livello, la band si scioglie nel 1987, causa sopraggiunti impegni personali degli artisti.

Ma era scritto negli astri che gli A Meeting of Tribes non dovessero terminare la propria vita: nel 2009, dopo ventidue anni di separazione, gli AMoT si ricostituiscono.

I cinque fondatori sono sempre presenti nella formazione, Smed e Lidlquist hanno maturato esperienze come lead vocalist e vocalist di supporto: a loro si aggiungono il lead vocalist dei Boorgheebaz Jon Bohr (conosciuto in studio), Ole Gradig dei -273,15C (anch'essi conosciuti in studio) al sax, Jette Nogen (trumpet), Per Spurv (violin).

Come loro solito, gli AMoT si mettono al lavoro ventre a terra e, in poco più di un anno, vede la luce il loro nuovo album, Coming of the Gaels, registrato agli Engagement Hill Studios.

Molte le novità: sei dei dieci brani sono cantati, con buona prova di Smed e Lidlquist; il genere si è evoluto da un progressive rock ortodosso in un neo-prog contaminato ed estremamente curato negli arrangiamenti e nell'esecuzione, in ragione anche delle collaborazioni incrociate con il progetto Boorgheebaz, di cui Lidlquist fa parte; la batteria è suonata dal vivo tramite interfaccia e suoni elettronici.

Nei fatti, l'album è un misto di progressive rock ortodosso (Citizen Kane, Nightmares, Piano Concerto, la bellissima King Pest Reloaded), neo-prog (Faun's Fountain, Coming of the Gaels) e materiale decisamente non collocabile in un genere preciso, anche se le influenze progressive restano sempre sensibili (Victims of the Victims, The Oak, Maggie, The Rain Dance).

Come già nel primo album, anche "Coming of the Gaels" è integralmente suonato in presa diretta e senza post produzione, particolarità di tutti i gruppi RUMORS RECORDS che ne esalta la freschezza e la carica aggressiva.

Terminato l'album, gli AMoT si sono dati appuntamento al 2014 per la prossima esperienza comune: lo staff di RUMORS RECORDS li aspetta impaziente, conscio che gli A Meeting of Tribes rappresentano, con certezza, una delle band di punta dell'etichetta.