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BALLBREAKER

I Ballbreaker si formano nel 2005 ad opera di Antonio Guerrieri (batteria), Luigi Marinelli (chitarre folk), Raffaele Fusco (chitarre elettriche) ed Angelo Fusco (voce, basso)uniti da tempo da grande amicizia e forte passione per la musica e tutti con precedenti esperienze musicali, che li portano a suonare da subito come “gruppo spalla” di Meganoidi e Monopolio di Stato.

I Ballbreaker denotano da subito uno stile “Alternative”: con questa formazione compiono una notevole serie di concerti, tra cui spiccano la partecipazione a Sacco e Vanzetti’s Day e Tusiani’s Day.

Nell’agosto 2006, dopo l’ingresso di Michele Rubino alla batteria in sostituzione di Antonio Guerrieri (il quale era intanto passato alla heavy metal band degli Stonewall) partecipano al Monterotaro Rock Festival.

La line-up cambia ancora con l’ingresso di Matteo Colacchio (chitarre elettriche)

In questo periodo la band consolida il proprio stile, ispirato alle sonorità di Doors, Cream e Pink Floyd, con una spruzzata di underground italiano stile Litfiba ed Afterhours, acquisendo una notevole esperienza di palco dovuta ai numerosissimi concerti.

Nella primavera del 2008, dopo l’ingresso nella line-up di Giuseppe Bissanti (tastiere), nascono nuovi brani e la band partecipa al festival “Torstock”.

Nell’agosto 2009 la band registra il suo primo brano Mancanza di Respiro, che nel settembre successivo viene eletto “Disco Novità” da Radio Studio A Network.

Nel novembre 2009 i Ballbreaker partecipano alle semifinali di Sanremo Rock, registrando il secondo brano, Invisibile, che entra a far parte di una demo autoprodotta con Mancanza di Respiro.

Nell’ottobre 2010 esce un altro singolo, Joya – L’Urlo nel Silenzio, che narra delle censure alla libertà di pensiero e di espressione delle donne in Afghanistan.

Nel Dicembre del 2010 i tre brani, completamente remasterizzati a The White House Studio, vengono riuniti in unico mini LP, Ballbreaker, che viene distribuito su Internet dalla netlabel RUMORS RECORDS.

Consigliato a chi ama il rock progressivo, la psichedelia ed il buon rock anni '60 e '70 ma pretende anche evoluzione e passaggi nella modernità.